MULTIMEDIA - EDITORIA - ARTE - STOCK Footage Images - Istituto AVAM - IRAMIC - DISTRETTI CULTURALI
Istituto AVAM
- La finalità prioritaria dell'Archivio Video Antropologico MEDIARTGM è quella di registrare e raccogliere in modo sistematico ed organico, archiviare e catalogare materiali Audiovisivi e Fotografici relativi al Patrimonio Culturale Italiano.
- Attualmente AVAM possiede materiali audiovisivi e fotografici relativi ai territori e ai Comuni delle Province di AGRIGENTO, ANDRIA, BARI, BENEVENTO, BRINDISI, CALTANISSETTA, CAMPOBASSO, CASERTA, CATANIA, CATANZARO, COSENZA, CROTONE, ENNA, FOGGIA, FROSINONE, LECCE, MATERA, MESSINA, NAPOLI, NOVARA, PALERMO, PESCARA, RAVENNA, REGGIO CALABRIA, ROMA, SIENA, SIRACUSA, TARANTO, TORINO, TRAPANI, VENEZIA, VIBO VALENTIA. A parte sono presenti materiali sfusi relativi al Patrimonio Culturale Italiano.
I materiali confluiscono attualmente in 7 Sezioni tematiche:
- Antropologia
- Archivio storico
- Arte
- Cinema di famiglia
- Documentari
- Filmati antichi
- Filmati d'autore
- I filmati di proprietà di altri Autori ed Editori sono catalogati in Archivio solo per fini di studio e per la loro disponibilità la nostra Redazione metterà in contatto diretto gli interessati con i titolari dei diritti.
OSSERVATORIO SULLE RITUALITA'
DEVOZIONALI E PENITENZIALI
Raccoglie, archivia e cataloga materiali audiovisivi specifici e promuove azioni di ricerca e studio.
REPERTORI E COLLEZIONI VISIVE
SU SAN ROCCO DI MONTPELLIER
Differenziano - nella Sezione Antropologia - filmati registrati in Calabria e filmati registrati altrove.
IRAMIC
L'Istituto privato IRAMIC (Istituto Regionale Archivi Memoria e Identità della Calabria) raccoglie, conserva e salvaguarda i Beni Culturali, la Memoria Storica e l'Identità Antropologica della Calabria.
La struttura organizzativa attualmente prevede:
- ARCHIVI AUDIOVISIVI = attivi
- FOTOGRAFICI = attivi
- CARTACEI = attivi
- ARCHIVI SONORI = in preparazione.
CATALOGAZIONE SISTEMATICA E ORGANICA DEI BENI CULTURALI DELLA CALABRIA E PROGETTI CREDIBILI DI SVILUPPO
- I Beni Culturali (Archeologici, Artistici, Etnodemologici, Monumentali, Naturalistici) sono beni unici, non rinnovabili e non replicabili in tempi di globalizzazione selvaggia
e rappresentano una imperdibile risorsa primaria per il futuro.
- Ogni ipotetico progetto di sviluppo culturale, economico e turistico che voglia essere credibile deve prevedere come prima operazione da effettuare - necessariamente - la Catalogazione sistematica e organica dei Beni Culturali del territorio sotto esame.
- Un imperativo etico fondamentale e ineludibile, da perseguire immediatamente, ad ogni costo e con utilizzo strategico di tutte le risorse disponibili, è quello di Catalogare in modo sistematico e organico tutti i Beni culturali della Calabria, assegnando alla Catalogazione
dei Beni Etnodemologici (per la loro natura antropologica passibile di
evoluzione) una importanza primaria e “centrale”.
BENI ETNODEMOLOGICI
CATALOGAZIONE SISTEMATICA E ORGANICA DEI BENI CULTURALI
1. I Beni Culturali (Archeologici, Artistici, Etnodemologici, Monumentali e Naturalistici) rappresentano una imperdibile risorsa primaria per il futuro e sono beni unici, non rinnovabili e non replicabili in tempi di globalizzazione selvaggia e generano un fondamentale imperativo etico e ineludibile, da perseguire immediatamente e ad ogni costo: LA CATALOGAZIONE DEI BENI CULTURALI, IMMEDIATA, SISTEMATICA E ORGANICA.
2. I Beni Etnodemologici sono Beni immateriali, simbolici ed evocativi, "centrali" (ved. pagina seguente con il testo della Convenzione dell'UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, conclusa a Parigi il 17 ottobre 2003) e quindi determinanti per tutti i progetti credibili di sviluppo culturale, economico e turistico. La difesa e l'intangibilità della cultura tradizionale e popolare - riconoscimento ad ogni popolo del diritto sulla propria cultura e identità, svincolata dalla influenza della cultura industrializzata diffusa dai mass media - devono realizzarsi attraverso sistemi di identificazione, di raccolta, di classificazione che intervengano concretamente nei programmi di sviluppo culturale, economico e turistico.
3. Dai giacimenti etnodemologici si estraggono beni culturali che, per la loro specifica natura antropologica, sono attrattori dinamici ed efficaci per innescare dinamiche evolutive stabili.UNESCO Beni Etnodemologici
Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, conclusa a Parigi il 17 ottobre 2003
La
Conferenza generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per
l'educazione, la scienza e la cultura denominata qui di seguito UNESCO,
riunitasi a Parigi dal 29 settembre al 17 ottobre 2003, nella sua
trentaduesima sessione,
con riferimento agli strumenti
internazionali esistenti in materia di diritti umani, in particolare
alla Dichiarazione universale sui diritti umani del 1948, al Patto
internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 e al
Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966,
considerando
l'importanza del patrimonio culturale immateriale in quanto fattore
principale della diversità culturale e garanzia di uno sviluppo
duraturo, come sottolineato nella Raccomandazione UNESCO sulla
salvaguardia della cultura tradizionale e del folclore del 1989, nella
Dichiarazione universale dell'UNESCO sulla diversità culturale del 2001 e
nella Dichiarazione di Istanbul del 2002 adottata dalla Terza tavola
rotonda dei Ministri della cultura,
- considerando la profonda
interdipendenza fra il patrimonio culturale immateriale e il patrimonio
culturale materiale e i beni naturali,
- riconoscendo che i
processi di globalizzazione e di trasformazione sociale, assieme alle
condizioni che questi ultimi creano per rinnovare il dialogo fra le
comunità,creano altresì, alla stregua del fenomeno dell'intolleranza,
gravi pericoli di deterioramento, scomparsa e distruzione del patrimonio
culturale immateriale, in particolare a causa della mancanza di risorse
per salvaguardare tali beni culturali,
- consapevoli della
volontà universale e delle preoccupazioni comuni relative alla
salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'umanità,
-
riconoscendo che le comunità, in modo particolare le comunità indigene,
i gruppi e in alcuni casi gli individui, svolgono un ruolo importante
per la salvaguardia, la manutenzione e il ripristino del patrimonio
culturale immateriale contribuendo in tal modo ad arricchire la
diversità culturale e la creatività umana,
- notando il
considerevole impatto delle attività dell'UNESCO nello stabilire
strumenti legislativi per la tutela del patrimonio culturale, in
particolare la Convenzione per la tutela del patrimonio culturale e dei
beni naturali del 1972,
- notando inoltre che tuttora non esiste alcuno strumento per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale,
-
considerando che gli accordi, le raccomandazioni e le risoluzioni
esistenti relative ai beni culturali e naturali necessitano di essere
effettivamente arricchiti e completati per mezzo di nuove disposizioni
relative al patrimonio culturale immateriale,
- considerando il
bisogno di creare una maggiore consapevolezza, soprattutto fra le
generazioni più giovani, riguardo alla rilevanza del patrimonio
culturale immateriale e alla sua salvaguardia,
- ritenendo che la
comunità internazionale dovrebbe contribuire, assieme agli Stati
contraenti, alla presente Convenzione per salvaguardare tale patrimonio
culturale in uno spirito di cooperazione e di assistenza reciproca,
-
ricordando i programmi dell'UNESCO relativi al patrimonio culturale
immateriale, in particolare la proclamazione dei capolavori del
patrimonio orale e immateriale dell'umanità,
- considerando il
rilevante ruolo del patrimonio culturale immateriale in quanto fattore
per riavvicinare gli esseri umani e assicurare gli scambi e l'intesa fra
di loro,
adotta la presente Convenzione il 17 ottobre 2003.
Sezione 1: Norme generali
Gli scopi della presente Convenzione sono di:
a) salvaguardare il patrimonio culturale immateriale;
b) assicurare il rispetto per il patrimonio culturale immateriale delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati;
c) suscitare la consapevolezza a livello locale, nazionale e internazionale dell'importanza del patrimonio culturale immateriale e assicurare che sia reciprocamente apprezzato;
d) promuovere la cooperazione internazionale e il sostegno.
Art. 2
Definizioni
Ai fini della presente Convenzione,
1. per "patrimonio culturale immateriale" s'intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how - come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi - che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d'identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana. Ai fini della presente Convenzione, si terrà conto di tale patrimonio culturale immateriale unicamente nella misura in cui è compatibile con gli strumenti esistenti in materia di diritti umani e con le esigenze di rispetto reciproco fra comunità, gruppi e individui nonché di sviluppo sostenibile.
2. Il "patrimonio culturale immateriale" come definito nel paragrafo 1 di cui sopra, si manifesta tra l'altro nei seguenti settori:
a) tradizioni ed espressioni orali, ivi compreso il linguaggio, in quanto veicolo del patrimonio culturale immateriale;
b) le arti dello spettacolo;
c) le consuetudini sociali, gli eventi rituali e festivi;
d) le cognizioni e le prassi relative alla natura e all'universo;
e) l'artigianato tradizionale.
3. Per "salvaguardia" s'intendono le misure volte a garantire la vitalità del patrimonio culturale immateriale, ivi compresa l'identificazione, la documentazione, la ricerca, la preservazione, la protezione, la promozione, la valorizzazione, la trasmissione, in particolare attraverso un'educazione formale e informale, come pure il ravvivamento dei vari aspetti di tale patrimonio culturale.
ITALIA
MINISTERO DEI BENI CULTURALI
Nel
2003 il Parlamento Italiano ha ratificato la Convenzione UNESCO per la
salvaguardia del patrimonio immateriale. Il Ministro dei Beni Culturali
ha affermato: "La promozione delle politiche di salvaguardia delle
tradizioni e diversità culturali è la sfida del Ministero per i Beni
Culturali, di quello di oggi e di quello che verrà domani. Questo - ha
aggiunto il Ministro - è un messaggio di volontà politica e di
determinazione".
IRAMIC
Istituto Regionale Archivi Memoria e Identità della Calabria
Nel
2006 - facendo propri gli intenti della Convenzione promossa
dall'Unesco, rafforzati anche dalle volontà del Ministero dei Beni
Culturali - è stato costituito l'Istituto IRAMIC, con risorse esclusivamente private.
BENI ETNODEMOLOGICI
I Beni Etnodemologici
- la risorsa identitaria più preziosa per il futuro, per la loro natura
antropologica, sono l'asse "centrale" e strategico per la tutela, la
valorizzazione e la promozione culturale, economica e turistica - e, con
le eccellenze Archeologiche, Artistiche, Monumentali e Naturalistiche, costituiscono il Patrimonio dei Beni Culturali, unico, straordinario e irripetibile.
Si tratta di Beni immateriali
(Feste popolari tradizionali, Riti civili e Religiosi ad alto valore antropologico, Rituali identitari), simbolici ed evocativi, "centrali" e quindi determinanti.
La
difesa e l'intangibilità della cultura tradizionale e popolare -
riconoscimento ad ogni popolo del diritto sulla propria cultura e
identità, svincolata dalla influenza della cultura industrializzata
diffusa dai mass media - devono realizzarsi attraverso sistemi di
identificazione, di raccolta, di classificazione che intervengano in
concreto nei programmi di sviluppo culturale, economico e turistico. Dai
giacimenti etnodemologici si possono estrarre beni culturali che, per
la loro natura antropologica, sono attrattori dinamici ed efficaci per
innescare dinamiche evolutive stabili.
ARCHIVI ATTIVI
SETTORE ARCHIVI AUDIOVISIVI
- AVAdeC Archivio Video Antropologico della Calabria
- Estratto da AVAM (Archivio Video Antropologico MEDIARTGM), dai REPERTORI E COLLEZIONI VISIVE SU SAN ROCCO DI MONTPELLIER e con il sostegno dell'OSSERVATORIO SULLE RITUALITA' DEVOZIONALI E PENITENZIALI è stato inserito integralmente nel SETTORE ARCHIVI AUDIOVISIVI AVAdeC Archivio Video Antropologico della Calabria.
- 2000 risultano in Calabria le manifestazioni più significative di natura etnodemologica e AVAdeC le ha censite tutte e conta nei prossimi 15/20 anni di completare l'opera di registrazione e archiviazione in video.
- AVAdeC raggruppa al suo interno 5 archivi provinciali e 1 territoriale, tutti attivi.
- PROVINCIALI:
AVAdiCAT Archivio Video Antropologico di Catanzaro;
AVAdiCOS Archivio Video Antropologico di Cosenza;
AVAdiCRO Archivio Video Antropologico di Crotone;
AVAdiRC Archivio Video Antropologico di Reggio Calabria;
AVAdiV Archivio Video Antropologico di Vibo Valentia.
- TERRITORIALE:
AVAdeL Archivio Video Antropologico della Locride.
- ARCHIVI DI ALTRI AUTORI ED EDITORI
- Gli Archivi di altri Autori ed Editori sono inseriti in IRAMIC solo per fini di studio.
- Per informazioni e la disponibilità dei materiali mettiamo in contatto gli interessati con i titolari dei diritti.
SETTORE ARCHIVI FOTOGRAFICI
- AFAdeC Archivio Foto Antropologico della Calabria
- Estrapolata da AVAM (Archivio Video Antropologico MEDIARTGM) è stata raccolta già una notevole quantità di materiali fotografici.
- In modo autonomo l'Archivio AFAdeC individua, registra e archivia in progress
reperti fotografici antichi e moderni (analogici e digitali). Molti di
questi materiali sono stati prodotti appositamente per completare
ricerche specifiche.
- ARCHIVI DI ALTRI AUTORI ED EDITORI
- Gli Archivi di altri Autori ed Editori sono inseriti in IRAMIC solo per fini di studio.
- Per informazioni e la disponibilità dei materiali mettiamo in contatto gli interessati con i titolari dei diritti.
SETTORE ARCHIVI CARTACEI
- AREICAL Archivio Religioso Iconografico Calabrese
- Estrapolati da AVAM (Archivio Video Antropologico MEDIARTGM) migliaia di reperti cartacei, l'Archivio AREICAL conta già un notevole patrimonio inerente aspetti iconografici della religiosità calabrese.
- ARCHIVI DI ALTRI AUTORI ED EDITORI
- Gli Archivi di altri Autori ed Editori sono inseriti in IRAMIC solo per fini di studio.
- Per informazioni e la disponibilità dei materiali mettiamo in contatto gli interessati con i titolari dei diritti.
CONTATORE ETNODEMOLOGICO IRAMIC
- Il Contatore Etnodemologico indica i numeri complessivi di AVAdeC (Archivio Video Antropologico della Calabria) inserito nel SETTORE ARCHIVI AUDIOVISIVI di IRAMIC.
- AGGIORNAMENTO AL 31 Marzo 2024
226 Filmati sulla Settimana Santa.
415 Filmati specifici su San Rocco.
335 Comuni visitati sul totale dei 409 Comuni calabresi.
580 Luoghi diversi (Comuni, frazioni, contrade, Santuari).
1055 Manifestazioni su 2000
(52,7% Patrimonio Etnodemologico più rilevante).
6982 Filmati archiviati e indicizzati nella sezione Antropologia.
3590 Ore di materiali registrati.
AVAdeC Archivio Video Antropologico della Calabria
IN GRASSETTO i luoghi visitati, le Manifestazioni registrate e i Filmati attualmente indicizzati.
Sezione ANTROPOLOGIA Sottosezioni e temi singoli
Abiti tradizionali e votivi,
Altre aree culturali (albanese, grecanica, occitanica, rom),
Animali protagonisti (di manifestazioni tradizionali, buoi, cavalli, galli,...),
Arredi (religiosi, baldacchini, ombrelli processionali, vestizione statue),
Balli popolari e votivi (collettivi, rituali, simbolici),
Ballo dei Giganti (in varie versioni),
Ballo del Ciuccio/Pupa (in varie versioni),
Bambini protagonisti (con abito votivo),
Bande e fanfare (che suonano e cantano anche in chiesa e durante le Processioni, bande piluse),
Canti/inni/litanie (tradizionali e religiosi),
Carnevale,
Centri storici e strade (tipologie architettoniche e urbanistiche, architetture industriali, maschere apotropaiche, portali, percorsi stradali,...),
Confraternite,
Consuetudini sociali,
Conviti tradizionali (religiosi e civili),
Culto delle reliquie,
Culto delle statue (bacio e benedizioni),
Devozione a Cristo,
Devozione alla Madonna,
Esposizione di altarini e coperte (panneggi, parati),
Ex-voto (offerte di dolci e oggetti che assumono anche forme anatomiche,...),
Famiglia (recupero della memoria e identità individuale e collettiva),
Fiere tradizionali e mercati (con esempi unici di artigianato popolare, saperi antichi,...),
Fuochi pirotecnici e falò (da terra, tradizionali, sull’acqua, con simulacri di varia forma e struttura),
Giostre e giochi popolari,
Incanti/aste/riffe (portatori di statue, doni offerti al Santo, cordoncini, scapolari, vestitini,...),
Incontri e affruntate (tra statue singole e multiple),
Infiorate/altarini e parati,
Macchine movimentazione statue (macchine fisse e removibili),
Musiche popolari e tradizionali (tamburi, zampogne, organetti, pipite e fisarmoniche,...),
Nicchie votive e tabernacoli,
Offerte di alimenti/dolci e animali (durante le Processioni e in chiesa),
Offerte di denaro/oro e preziosi (durante le Processioni e in chiesa),
Omelie/panegirici e fervorini,
Palio e stendardi (sbandieratori e portatori),
Partecipazioni autorità civili (discorsi, presenze, usanze, consegna di chiavi e simili),
Processioni/carri/vare (notturne, a mare, sul mare, con le fiaccole e con il fuoco, territoriali, solenni, penitenziali, votive,...),
Penitenti (fedeli singoli e in gruppo),
Portatori/portatrici (con esempi forti di comportamenti identitari),
Processioni/carri/vare (notturne, a mare, sul mare, con le fiaccole e con il fuoco, territoriali, solenni, penitenziali, votive,...),
Rappresentazioni (presepi,...),
Rientro statue in chiesa,
Riti alta devozionalità
(penitenti che si autoinfliggono sofferenze in varie forme, bambini
spogliati e offerti alla protezione di Santi, pellegrini,...),
Riti Greco-Bizantini,
Riti Ortodossi,
Riti propiziatori (falò, tradizioni, distribuzione pane/spighe,...),
Riti religiosi tradizionali
(affidamenti, benedizioni, incoronazioni, letture del Vangelo, novene,
preghiere, riconsacrazioni chiese, somministrazione dell'’Eucarestia,
suppliche, veglie, vespri,...),
Riti Settimana Santa (preparazione alla Pasqua, Via Crucis, processioni particolari,...),
Rituali di integrazione (uomo-natura-divinità, abeti, manifestazioni in campagna),
Sagre popolari,
Santuari/Santi e Sante (a volte festeggiati in un solo luogo, pellegrinaggi, tradizioni devozionali,...),
Santini (tipologie diverse, archiviati nelle loro varie rappresentazioni iconografiche),
Siti civili/religiosi e abbandonati (a volte rivitalizzati in occasioni tradizionali),
Soste e ristori (soste rituali durante processioni e pellegrinaggi),
Statue e simulacri in movimento
(che vengono “calate e riposizionate”in chiesa e che durante le
Processioni vengono “alzate”, “ballano”,“corrono”, “girano” e si
“muovono” in ogni direzione),
Tradizioni orali, antiche/nuove/dismesse.
DISTRETTI CULTURALI
DISTRETTI CULTURALI DELLA LOCRIDE, CATANZARO, COSENZA, CROTONE, REGGIO CALABRIA E VIBO VALENTIA
Con i materiali presenti negli Archivi di Iramic sono stati
realizzati dei testi inerenti i 6 Distretti Culturali suindicati.
POST DI OGNI DISTRETTO CULTURALE
6
post per distretto: DISTRETTO CULTURALE • CATALOGAZIONE SISTEMATICA E
ORGANICA DEI BENI CULTURALI • QUADRO SINOTTICO AGGIORNATO • SEZIONE
ANTROPOLOGIA SOTTOSEZIONI E TEMI SINGOLI • IL SINGOLO ARCHIVIO DEL
DISTRETTO E I BENI ETNODEMOLOGICI • PUBBLICAZIONI E STUDI.
L'indicizzazione dei materiali citati nei singoli Distretti, ovviamente, sta richiedendo tempi diversi per un completamento definitivo. Gli aggiornamenti saranno elencati successivamente e a scadenze semestrali.
PROGETTI ATTIVI
ATLANTE DEMOLOGICO CALABRESE
Allo stato dell'arte - nella Sezione ANTROPOLOGIA di AVAdeC -
sono stati
individuati 55 Sottosezioni e Temi singoli che hanno permesso una prima
sostanziale creazione dell'Atlante Demologico.
Quando saranno
stati visitati tutti i 409 Comuni della Regione - con una relativa
idonea soddisfacente raccolta di materiali - le mappe tematiche potranno
essere compilate in modo esaustivo, anche se le informazioni si
riferiranno a tempi generazionali diversi (vista anche la complessa
ricchissima realtà etnodemologica) e renderanno l'Atlante uno strumento
conoscitivo aperto, disponibile sempre a espansioni, modifiche e/o
integrazioni.
CALENDARIO VIDEO ANTROPOLOGICO CALABRESE
In Calabria gli eventi più significativi di natura etnodemologica sono circa 2000, AVAdeC li ha tutti messi in calendario e conta nei prossimi 15/20 anni di completare l'opera di registrazione/archiviazione in video.
Si
tratta di numeri e date mobili poiché si fa riferimento ad un
calendario che non può tener conto delle pressioni che da più parti (e
recentemente) sono state attuate per uniformare gli
originali tradizionali tempi calendariali.
Nonostante questi
interventi ufficiali tendenti all'omologazione alcune comunità calabresi
riconfermano le loro scelte e - nella realizzazione ciclica di feste
annuali a data fissa - esprimono una testimonianza di forte volontà
identitaria.
DIZIONARIO VIDEO ANTROPOLOGICO CALABRESE
Si
sta costruendo un Dizionario Video Antropologico Calabrese che si
arricchisce di voci nuove contestualmente all'acquisizione di materiali
audiovisivi.
Attualmente abbiamo già definito un migliaio di voci.
In
seguito - al raggiungimento di una più cospicua e dettagliata dote - si
andrà a editare online il Dizionario che, per forza di cose, risulterà
sempre parziale rispetto ad una inarrivabile completezza, derivante nche
dalla straordinaria varietà e qualità del patrimonio antropologico
calabrese.
MULTIMEDIALITÀ
MULTIMEDIALITÀ
Fino a pochi anni fa, multimediali erano comunemente
definiti i CD-Rom e/o DVD in cui immagini, testo e suoni, combinati
insieme, creavano
un unico supporto da "leggere" unicamente su un computer.
Oggi la multimedialità è veramente molto di più: Internet e
una maggiore capacità di gestire contenuti multimediali hanno
trasformato il PC in un Mass Medium capace di trasformarsi in TV, radio o
telefono, oltre che in libro o in fotocamera.
Per multimedia, quindi, non si intende più un contenuto
legato a un un'unica tipologia di supporto, ma un'informazione fruibile,
condivisibile e modificabile su diversi vari dispositivi, PC, palmare,
telefono e su tutti gli altri incredibili oggetti di comunicazione.
INVIA MATERIALI
INVIA MATERIALI
Gli
operatori dell'Istituto IRAMIC intervengono nel territorio di un Comune
e acquisiscono sul campo aspetti dei Beni Culturali e delle Tradizioni
Etnodemologiche (Festa Patronale, Musiche tradizionali, Settimana Santa, Sagre, Processioni, etc.), al fine di catalogare, conservare e salvaguardare - in modo rigoroso - i materiali che ne derivano negli Archivi
Audiovisivi, Fotografici, Cartacei e Sonori: con tale procedura si
salvaguardano aspetti importanti dell'identità antropologica di quel territorio.
Durante il nostro lavoro di acquisizione sul campo accade che ci
vengano affidati materiali relativi alla manifestazione in atto (cd,
santini, libri, etc) di recente datazione e ogni tanto anche materiali
antichi, spesso però deteriorati in parte da una conservazione non
corretta.
L'Istituto IRAMIC chiede espressamente la collaborazione dei visitatori del ns. sito per l'acquisizione spontanea dei materiali in loro possesso e/o anche solo delle informazioni relative da inserire negli Archivi.
Questi importanti materiali - in caso di affidamento a IRAMIC - continueranno a mantenere gli originali titoli di proprietà.
PER INVIARE MATERIALI
iramic_info@libero.it
SOSTIENI IRAMIC
SOSTIENI IRAMIC
L'Istituto IRAMIC chiede la collaborazione di Enti, Aziende e privati:
- per sponsorizzare ufficialmente il completamento dei 3 progetti attivi (Dizionario Video Antropologico Calabrese, Calendario Video Antropologico Calabrese, Atlante Demologico Calabrese);
- per realizzare progetti specifici (ad esempio, registrare l'intero Patrimonio dei Beni Culturali di un territorio);
- per supportare l'attuazione di singole manifestazioni (ad esempio, registrare la Festa di San Gerardo a...);
- per fornire risorse all'Istituto IRAMIC.
PER SOSTENERE IRAMIC
iramic_info@libero.it
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CANALE IRAMIC YOUTUBE
Molti
comuni calabresi sono stati visitati dai ns operatori e abbiamo
realizzato 32 brevissimi filmati esemplificativi dei materiali
etnodemologici presenti nei ns Archivi. Per vederli tutti cliccare sul
Link seguente:
https://www.youtube.com/user/IRAMIC/videos